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Piacentini ristabiliscono il collegamento com
i concittadini in Brasile

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São Paulo/SP
- Il 25 aprile, diciotto ambasciatori di Piacenza si sono incontrati
con la comunità e con i membri del Circolo Emilia Romagna di San
Paolo, i "Viaggi dell'amicizia", coordinati da Giuliano Ferrari hanno
riallacciato un rapporto che si era interrotto da tempo.
L'ultimo contatto con i piacentini di San Paolo risale infatti al 1984
e fu promosso dall'associazione "Primogenita" (nome dato alla città
di Piacenza dal re Umberto I° per aver per prima riconosciuto l’unità
d’Italia). Con la collaborazione di Lidia Tarozzi Dominici
del Circolo Emilia-Romagna e di Bruna Saccardo Spinelli della
Federazione Veneta, si è ripristinata l’amicizia, spiega Ferrari.
Provincia, Comune e il quotidiano La Libertà, oltre a patrocinare
l'iniziativa, hanno inviato doni come libri, gagliardetti ed altri
ricordi consegnati nell’incontro al Circolo Italiano.
Mi sento molto emozionato -
ha detto Ferrari - ai numerosi concittadini presenti al Circolo,
perché sono figlio di un emigrato, mio padre ai suoi tempi era andato in
Argentina. Io sono qui sostituendo il direttore del quotidiano
Libertà, Gaetano Rizzuto che ci ha accompagnati a New York, Londra,
Buenos Ayres e che da anni segue i piacentini nel mondo in maniera
veramente onorevole e non essendo piacentino ha un merito doppio, per
motivi familiari non ha potuto essere presente.
“Centoventi anni
compiuti da poco, Libertà arrivò per la prima volta in edicola il 27
gennaio del 1883 su iniziativa di Ernesto Prati. Un paio di settimane fa
il numero speciale in contemporanea con un doppio annuncio: la nascita
della Fondazione Libertà e l'intitolazione del museo della stampa a
Marcello Prati. Ma, annuncia il direttore Rizzuto, altre iniziative sono
in programma per i 120 anni del quotidiano”. Ferrari ha consegnato una
copia del primo numero al giornalista Venceslao Soligo e una
all’editrice Marianita Dellarole Del Moro del Fanfulla.
Un particolare saluto
dal Sindaco di Piacenza Roberto Reggi è stato letto: “Spero possite
sentire, stretto, l’abbraccio della comunità piacentina, che non solo
non vi ha dimenticato, ma vi è vicina con tutto il cuore, è il simbolo
di un’amicizia che nel tempo non si è affievolita, ma trova nuovi spunti
per ravvivarsi e costruire un ponte tra Piacenza e il Brasile”
Domenica 26 la
delegazione si è trasferita a Jundiaì, città a 50 km. da San Paolo,
ospite di Giuliano Dodi, imprenditore partito 60 anni fa da Piacenza.
“Mentre la Valtrebbia guardava all'Argentina e la Valdarda a Londra,
all'epoca delle grandi emigrazioni verso l'estero furono soprattutto i
piacentini di città a scegliere il Brasile. Molti di loro hanno fatto
fortuna e tengono alto il nome dell'Italia e di Piacenza. Era doveroso
ricucire un rapporto con i nostri "cugini". “Incontreremo molta gente e
tante autorità, credo che anche stavolta torneremo con tante belle
storia da raccontare, conclude il promotore dei "Viaggi dell'amicizia".
Si calcola che i Piacentini in Brasile siano 49, in Argentina 77, USA
165, Canada 40. |
Su
Piacenza
Piacenza
fu Placentia, l'antica colonia romana fondata nel 218 a.C. Durante il
medioevo appartenne al ducato di Milano, poi ai Visconti e agli Sforza ma
conobbe il suo massimo splendore con la famiglia più in vista del '500, i
Farnese che costituirono qui il Ducato di Parma e Piacenza. Fu in questo
periodo che la città si aricchì di monumenti importanti e di quel tono
aristocratico che i Farnese seppero dare ai loro possedimenti. Piacenza
offre al visitatore un campionario di monumenti costruiti in varie epoche
dal medioevo e più precisamente dal gotico al rinascimentale.
Ma non mancano nobili edifici dall'architettura settecentesca. Una città da
scoprire, da vivere non solo nei suoi più importanti monumenti, ma anche
negli spazi cittadini dove si respira l'amore per questa città, amata anche
dai grandi artisti che hanno lasciato nei secoli preziose testimonianze;
Maestri come Wiligelmo e Nicolò, il Botticelli, il Vignola, Antonello da
Messina.
Inoltre i Musei piacentini, che conservano pezzi di grande importanza
archeologica, come il Fegato Etrusco del III - II sec. a.C., la città offre
numerose attrazioni artistiche Come la stona di Palazzo Farnese, fu
residenza della dinastia ducale fino all'estinzione dei Farnese nel 1731.
Attualmente Palazzo Farnese, restaurato, ospita l'Archivio di Stato ed il
Museo Civico con la Pinacoteca, I'Armena ed una singolare quanto
interessante collezione di carrozze e il Palazzo del Comune, detto "il
Gotico", eretto intorno al 1281 si presenta con un portico ad archi acuti.
All'interno, un grande salone, lungo 43,80 metri e largo quasi 17, un tempo
destinato ad accogliere le assemblee del popolo, è ora sede di importanti
esposizioni.
Piacenza attuale -
Mostra: Le conseguenze del
futurismo - tra estetica e mitologia
Per
festeggiare i 100 anni dalla nascita del Movimento Futurista, il Comune di
Piacenza, la Galleria Ricci Oddi e l'Istituto storico della Resistenza hanno
curato la rassegna intitolata "Le conseguenze del Futurismo tra estetica e
mitologia", che prevede un convegno in programma per il 9 maggio e una
mostra che sarà allestita in ottobre.
Il
convegno di maggio
si propone come un evento che vuole andare oltre a un'analisi puramente
storica del Futurismo, partendo piuttosto dalla considerazione di tutto ciò
che di futurista è passato a Piacenza: un'intera giornata per trattare di
"Mitologie futuriste" attraverso una ricca gamma di interventi di storici,
studiosi, semiologi, italianisti e critici dell'arte. Ad aprire il programa
della giornata, sarà Fabrizio Achilli, che tratterà "La scena culturale e
politica piacentina tra Interventismo e origini del Fascismo"; a seguire
saranno gli interventi dello storico Angelo D'Orsi dell'università di Torino
su "Il Futurismo tra Nazionalismo e Fascismo" e quello di Renato Barilli,
storico dell'arte dell'università di Bologna, su "Le due eredità del
Futurismo".
Il convegno proseguirà nel pomeriggio con l'italianista dell'Ucla di Los
Angeles Luigi Ballerini che si occuperà di "Marinetti genio illusionista" e
con Gino Agnese presidente della Quadriennale di Roma che tratterà il tema
"Il tempo di Boccioni, di Marinetti, di Mussolini"; a concludere saranno gli
interventi della storica dell'università di Torino Francesca Chiarotto su
"Gramsci e il Futurismo" e del semiologo dell'Università Iuav di Venezia
Paolo Fabbri su "Libertà di parole: visibilità della lingua e sintassi".
La rassegna continuerà il 17 ottobre con la mostra a Palazzo Farnese
Piacenza e i Futurismi 1909, 1929, 1979 che tratterà le esperienze futuriste
a partire dalle opere presenti nelle collezioni piacentine.
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