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La "Gazzetta Italo-Brasiliana" intervista il
presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini
Il legame dell'Italia con suoi figli nel mondo va rafforzato con
iniziative sociali, culturali ed economiche.
Mi permetta in primo luogo di approfittare dello spazio che mi concede per rivolgere il mio saluto più sincero ai suoi lettori; italiani e figli di italiani che hanno saputo costruire la loro vita in terra brasiliana valorizzando le loro capacità, la loro intraprendenza e il loro patrimonio morale nonché contribuendo allo sviluppo del Paese che li ha accolti e onorando l'immagine del loro Paese di origine. Come Presidente della Camera dei deputati , posso dire che la gratitudine delle Istituzioni, come dell'intero Paese, per l'azione svolta dalle comunità dei nostri connazionali all'estero è intensa e sincera. Tale sentimento rimanda a un sentimento più profondo di affetto che lega e legherà sempre l'Italia ai suoi figli che vivono in terre lontane. Questo legame va rafforzato con iniziative sociali, culturali ed economiche. In questo senso ritengo che le nuove generazioni , debbano essere uno dei punti di riferimento essenziali della politica diretta agli italiani all' estero . E' chiaro che non è il Presidente della Camera a poter dire, tecnicamente, "cosa" e "come" realizzarla, ma ritengo che grandi possibilità siano ad esempio presenti nelle iniziative di promozione culturale . L' Italia si deve far conoscere agli italiani. Ma penso anche che anche gli italiani, a loro volta, si debbano far conoscere all'Italia. E quindi utilizzare i canali culturali e mediatici che potranno essere messi a loro disposizione per raccontare la loro vita, la loro esperienza, le diverse sfumature di un'italianità vissuta lontano (solo in senso geografico) dall' Italia. La diffusione della lingua e della cultura italiane rappresenta, attraverso l´associazionimo, il cordone ombelicale che consente la sopravvivenza delle nostre comunitá all´estero. Sono 34.689 i corsi di lingua e cultura italiana promossi dal Ministero degli Affari Esteri nell'anno scolastico 2006/2007, per un totale di iscritti che sfiora le 650 mila unità. Da sola, la Società Dante Alighieri, ben rappresentata anche in Brasile, coinvolge con i suoi corsi oltre 200 mila studenti. Recenti sondaggi hanno permesso di svelare alcuni aspetti nuovi delle esigenze degli italiani all'estero. I meno giovani sono molto legati alla religione e interessati ad apprendere o migliorare la conoscenza della lingua italiana per poter seguire le vicende nazionali attraverso la stampa e la TV. I piú giovani desiderano apprendere l´italiano per motivi culturali e di lavoro per cui s´interessano sempre con maggior intensitá ai corsi di lingua e cultura italiane e alle notizie riportate della stampa e dalla televisione in lingua italiana. Ciò premesso, in Brasile come d´altronde in altri paesi c´è molta preoccupazione e apprensione nei riguardi degli interventi che decurtano importanti finanziamenti in settori quali la promozione della lingua, delle scuole italiane e della stampa in lingua italiana, pur consapevoli che i tagli alle voci di spesa sono spesso indispensabili per non ricadere in errori endemici. Questa é una preoccupazione che tocca anche Lei, come Presidente della Camera? Cosa può dire ai nostri connazionali a tal proposito dal momento che si é dimostrato sempre attento alle esigenze delle comunitá all´estero che rappresentano una ricchezza e un contributo che l´Italia non puó sottovalutare e che in questo momento delicato in lei ripongono tante speranze? E' evidente che c'è un problema che attiene in genere al finanziamento delle attività di promozione della nostra lingua e della sua diffusione. Credo, tuttavia, che sarebbe scorretto oltreché demagogico da chi oggi ricopre cariche istituzionali promettere che nel breve periodo lo Stato possa reperire i fondi per una reale inversione di tendenza. Non può sfuggire, infatti, nonostante qualche segnale più incoraggiante inizi a farsi intravedere, che l'Italia partecipa ad una crisi economica globale senza precedenti e senza una reale dose di predittività che consenta di capire l' evoluzione che le politiche fiscali e monetarie dovranno compiere per uscirne. Chi promette, credo faccia un torto in primo luogo alla verità e alla dignità di quanti sono impegnati quotidianamente proprio nell' organizzazione dei corsi di lingua e di cultura italiana in Brasile, come anche in altre realtà estere ove risiedono tanti italiani. Un altro conto, credo, sia invece individuare tutte le soluzioni idonee, a livello regionale, nazionale e sovranazionale affinchè l'italiano residente all'estero non si senta un "voto" destinato alla conta dell'una o dell'altra parte politica, ma un elettore a tutti gli effetti, responsabile centro di imputazione tanto di diritti quanto di doveri. Ai nostri cittadini in Brasile sento di poter dire con fermezza "abbiate fiducia" perché, grazie ad un lavoro culturale portato avanti da tanti anni, le Istituzioni stanno dimostrando di avere a cuore un sempre maggior coinvolgimento nelle scelte quotidiane del nostro Paese. E lo dimostra, se mi permette, anche il numero di progetti di legge all'esame in entrambi i rami del Parlamento che sono in discussione nelle Commissioni, proprio per poter individuare nuove e migliori forme di rappresentatività dei residenti all'estero dopo la nota modifica costituzionale intervenuta agli articoli 56 e 57. Questo vuol dire ridefinire meglio i ruoli, i compiti e le attribuzioni tanto degli importanti Comitati dell'emigrazione italiana, i COMITES, quanto del Consiglio Generale. Ed il mio auspicio da Presidente della Camera è che si possa individuare un testo condiviso sul quale poter lavorare e dialogare tra tutte le forze parlamentari presenti. La situazione degli emigrati in condizione di estrema indigenza è dolorosa e ci tocca profondamente. L'assistenza sanitaria in America Latina è un problema di vitale importanza: purtroppo essa fa la differenza tra la vita e la morte di migliaia di cittadini e molti lettori hanno manifestato la loro preoccupazione in quanto si sentono abbandonati a se stessi. Allo stato, assistenza sanitaria, assegno di solidarietá e pensioni sociali sono un lontano miraggio o provvedimenti che meritano la dovuta attenzione da parte degli organi competenti? Conosco bene, anche per il mio passato incarico di Ministro degli Esteri, quanto il tema che lei mi pone sia urgente e, per molti versi, richieda una risposta pressoché immediata. L'assistenza sanitaria così come anche altre misure di welfare, diciamo così, sono la condizione per affermare la propria dignità di cittadino e di persona. Non intendo uscire dalle attribuzioni che il mio ruolo istituzionale comporta, anche perché l'individuazione di strumenti concreti nel merito è, per davvero, rimessa alla valutazione politica del Governo e anche delle Regioni, che in tema di assistenza sanitaria godono di una qualche autonomia costituzionalmente garantita. Un passo importante, anche se si tratta di un "primo" passo, appunto, credo sia stato fatto con il DM del 1/2/96 allorquando ai cittadini con lo stato di emigrato che rientrassero anche temporaneamente in Italia sono state riconosciute a titolo gratuito le prestazioni ospedaliere urgenti. Così come va evidenziato come in un quadro tendenzialmente federale vi siano delle Regioni, penso al Veneto, che garantiscono un'assistenza sanitaria più ampia ai cittadini emigrati dalla propria regione. Sono tutte esperienze che andranno sviluppate e approfondite compatibilmente con l'andamento della crisi economica e con le reali possibilità che si presenteranno quando riaprrtità il motore dello sviluppo. Grande parte della nostra comunità nutre molta simpatia e rispetto per la Sua persona e per la funzione che esercita. E' previsto un Suo viaggio istituzionale in Brasile nell´anno in corso? E' un mio grande auspicio e desiderio quello di poter effettuare un viaggio istituzionale in America Latina e, naturalmente, in Brasile. Spero proprio di riuscire, compatibilmente con i molti impegni legati alla Presidenza d' Assemblea, entro il 2009 e sarà un mio personale piacere, oltreché dovere, incontrare in quell'occasione gli esponenti della collettività italiana. (Giuseppe Arnò-La Gazzetta Italo-Brasiliana www.lagazzetta.aibac.com/ /Inform)
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