Brasile e il nucleare 

 

In Brasile sono iniziati i lavori di costruzione per la centrale nucleare "Angra 3? con un costo di 3.600 milioni di dollari, che consentirá di elevare la capacitá di produzione di energia dagli attuali 2.000 megawatt a 3.300 megawatt.

Facendo seguito alla costruzione delle centrali Angra 1 e 2 iniziano cosí i lavori, dopo un arresto di circa 20 anni, per la costruzione di Angra 3 che dovrebbero terminare nel 2013.

Il nome Angra é associato al comune nel cui territorio le centrali sono ubicate, Angra dos Reis, una cittadina costiera a circa 170 Km da Rio de Janeiro incastonata in un paesaggio paradisiaco. Nell´ambizioso piano nucleare brasiliano la cosa non si ferma ad Angra, infatti il Brasile ha in programma, a partire dal 2013, la costruzione di ben quattro nuove centrali nucleari da 1.000 megawatt ciascuna. V´é di piú, un accordo militare firmato da Francia e Brasile verso la fine del 2008 prevede la costruzione di un primo sottomarino atomico con progetto brasiliano supportato dall´avanzata tecnologia francese soprattutto per quanto attiene la costruzione dello scafo che é la parte essenziale del sottomarino. Infatti sono le caratteristiche dello scafo che consentono immersioni che possono raggiungere anche profonditá di 600 metri.

La Marina brasiliana ha giá scelto il luogo in cui sara installato l´arsenale in cui si costruirá il sottomarino atomico, si tratta di un´area di circa 95.000 mq. nell´isola da Madeira sita nella Baia di Sepetiba e cioé nelle prossimitá del território in cui sorgono le centrali nucleari.

Insomma Lula rilancia il programma nucleare a tutto vapore. Ci auguriamo che esso sia destinato esclusivamente ad usi civili perché non si può negare un legame tecnologico tra la produzione civile di energia nucleare e l´industria bellica.

Il ministro interino dell'Energia, Nelson Hubner qualche settimana fa ha

dichiarato: "'Oggi la centrale nucleare è l'alternativa di minor costo e di condizioni ambientali più favorevoli, senza le emissioni di CO2 delle centrali termoelettriche e idroelettriche''. Questo atteggiamento è stato criticato dalla rappresentanza di Greenpeace in Brasile, che ha inscenato una manifestazione di protesta affermando che ''mentre il mondo abbandona il nucleare, a Brasilia in controtendenza approvano nuove centrali''.

Il problema del nucleare é molto dibattuto in tutti i paesi del mondo e non stiamo quí a discutere i lati positivi e negativi della questione ma quel che preoccupa maggiormente é il fattore sicurezza.

Certo é che i principali svantaggi del nucleare sono rappresentati dalle conseguenze in caso di incidente, dallo smantellamento degli impianti e dallo stoccaggio delle scorie radioattive.

Il 15 maggio scorso, si é verificato un incidente presso la centrale nucleare "Angra 2".

È stato dichiarato ufficialmente che si sarebbe trattato di un "evento non usuale di grado 1" in una scala da 0 a 7, quindi non di particolare gravità, ma il Pubblico Ministero Federale di Angra dos Reis ha aperto un´inchiesta per determinare le conseguenze e le responsabilitá dell´evento "non usuale" che avrebbe contaminato quattro funzionari della centrale.

Secondo la Comissão Nacional de Energia Nuclear (Cnen) la contaminazione sarebbe stata eliminata e tutto si sarebbe risolto. Nel contempo, il sindaco di Angra Tuca Jordão si é lamentato del fatto che il Cnen in una prima informazione avrebbe omesso di comunicare la contaminazione di 4 persone e che comunicati di siffatta importanza vengono trasmessi in forma vaga.

La stampa ha ricevuto la notizia con ritardo di 12 giorni "per non creare allarmi inutili" ha precisato la Eletronuclear, che ha inoltre rivelato che di questi eventi "non usuali" si sono verificati tre quest´anno e tre l´anno scorso mentre nella centrale Angra 1 otto l´anno scorso e tre quest´anno.

Oltre agli incidenti tuttavia i pericoli delle centrali nucleari vanno molto al di là del loro ciclo di vita e l'ovvia gravità del problema sta anche nel fatto che le conseguenze di futuri pericoli non hanno limiti e producono i loro effetti per molti decenni se non per centinaia di anni.

A tal proposito, la Commissione europea ha varato una raccomandazione che affronta quello che è forse l'aspetto essenziale per gli interventi presenti e soprattutto futuri legati alle centrali nucleari: la disponibilità di capitali accantonati da tempo per lo scopo.

 

Giuseppe Arnò


 
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