XIII Congresso di Italianistica a Belém presso l'Universitá Federale del Pará, intervista al Prof. Mauro Porru, presidente dell`ABPI - Associazione Brasiliana di Professori d'Italiano

 

 

Caro Professor Mauro Porru da quanto tempo esiste la vostra associazione, di cosa si occupa e quanti sono i vostri affiliati?

L'associazione è nata nel 1980 a Bahia ed io sono uno dei soci fondatori, lavoro presso l'Università Federale di Bahia. L'ABPI nel corso degli anni è cresciuta molto, inizialmente eravamo una trentina ed oggi contiamo con oltre 270 iscritti. Questa associazione ha quindi oggi 29 anni ed è nata per l'esigenza che tutti sentimmo allora di conoscerci, infatti dentro di essa sono rappresentati professori che lavorano in 15 differenti università del Brasile nelle quali già s'insegna l'italiano. In passato avevamo avuto difficoltà per comunicarci e quindi si pensò di costituire un'associazione nazionale perché potessimo meglio dialogare tra noi, per questo si decise d'istituire perlomeno un incontro annuale tra gli associati ed inoltre un congresso con cadenza biennale che potesse riunire tutti quanti i professori e ricercatori ma non solo; anche chi si occupava della cultura italiana nel senso più ampio della parola, delle traduzioni ecc.

In seguito alla nascita dell'ABPI, la cadenza degli incontri e dei congressi è stata rispettata e quindi oggi siamo arrivati al XIII Congresso.

L'associazione che è stata fondata da Romano Galeffi e Gina Valessi, due persone importantissime per l'Italianistica in Brasile e soprattutto Gina che è stata la mia maestra ed ha aiutato a fondare gran parte dei corsi d'italiano in Brasile, iniziando con il corso di Italianistica presso l'Università Federale di Bahia negli anni 40.

Io sono il presidente della ABPI al mio terzo mandato, quindi da 6 anni, ed oggi, dove si è deciso nuovamente sul fuoco dell'associazione per i prossimi due anni, attraverso nuove elezioni, mi è stato riconfermato l' incarico; come dire, l'associazione continua andando verso una condivisa meta ed io ci metto tutto me stesso fintanto che questo continuerà a rappresentare una volontà e traguardi condivisi.

Quando assunsi l'incarico ci proponemmo di modernizzare l'associazione e mi occupai della revisione dello statuto, che ormai era obsoleto, per via dei cambiamenti anche giuridici che nel frattempo erano intervenuti nel Paese. Nel corso di questi anni abbiamo anche voluto allargare. nel possibile, il nostro raggio d'azione, oggi siamo anche in grado di fare dei corsi d'aggiornamento destinati ai professori, infatti il 90% dei nostri associati insegna presso le Università ed hanno ottenuto master e dottorati, quindi in grado di formare i formatori.

Perchè il Congresso a Belém?

È stato un enorme investimento farlo qui, basti pensare ai costi dei voli aerei e albergo ai quali gli associati hanno fatto fronte e a quelli sopportati dalle istituzioni italiane preposte, come gli Istituti di Cultura di Rio de Janeiro e San Paolo, per portare qui dall'Italia professori di varie università italiane che hanno cooperato per il successo dell'evento. Il motivo però era molto buono; a Belém l'italiano è tra le lingue che possono essere scelte per fare gli esami d'ammissione nelle università ma non esistono corsi d'italiano nelle università, come per esempio l' Università Federale del Parà, dove esiste solo una Casa di Cultura Italiana, esistono poi delle scuole d'insegnamento private ma non esiste ancora nessun corso universitario.

Quindi il Congresso a Belém serve anche a gettare le basi per l'istituzione di una cattedra d'insegnamento dell'Italiano presso l'UFPA. Vediamo che esiste una grande concentrazione di università del Sud e Sud Est dove queste cattedre ci sono e esistono inoltre nello Stato del Cearà ed a Bahia, nel Nord e nel resto del Nord Est del Brasile queste sono del tutto assenti.

Con questo congresso e gli incontri che ne sono seguiti con le autorità italiane e brasiliane, il traguardo d'istituire un corso di lingua italiana presso l'Università Federale del Parà è più vicino.

Paolo Carlucci - ASIB-AISE (Belém-PA)

 
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