| XIII Congresso di Italianistica a Belém presso l'Universitá Federale del Pará, intervista al Prof. Mauro Porru, presidente dell`ABPI - Associazione Brasiliana di Professori d'Italiano
Io sono il presidente della ABPI al mio terzo mandato, quindi da 6 anni, ed oggi, dove si è deciso nuovamente sul fuoco dell'associazione per i prossimi due anni, attraverso nuove elezioni, mi è stato riconfermato l' incarico; come dire, l'associazione continua andando verso una condivisa meta ed io ci metto tutto me stesso fintanto che questo continuerà a rappresentare una volontà e traguardi condivisi. Quando assunsi l'incarico ci proponemmo di modernizzare l'associazione e mi occupai della revisione dello statuto, che ormai era obsoleto, per via dei cambiamenti anche giuridici che nel frattempo erano intervenuti nel Paese. Nel corso di questi anni abbiamo anche voluto allargare. nel possibile, il nostro raggio d'azione, oggi siamo anche in grado di fare dei corsi d'aggiornamento destinati ai professori, infatti il 90% dei nostri associati insegna presso le Università ed hanno ottenuto master e dottorati, quindi in grado di formare i formatori. Perchè il Congresso a Belém? È stato un enorme investimento farlo qui, basti pensare ai costi dei voli aerei e albergo ai quali gli associati hanno fatto fronte e a quelli sopportati dalle istituzioni italiane preposte, come gli Istituti di Cultura di Rio de Janeiro e San Paolo, per portare qui dall'Italia professori di varie università italiane che hanno cooperato per il successo dell'evento. Il motivo però era molto buono; a Belém l'italiano è tra le lingue che possono essere scelte per fare gli esami d'ammissione nelle università ma non esistono corsi d'italiano nelle università, come per esempio l' Università Federale del Parà, dove esiste solo una Casa di Cultura Italiana, esistono poi delle scuole d'insegnamento private ma non esiste ancora nessun corso universitario. Quindi il Congresso a Belém serve anche a gettare le basi per l'istituzione di una cattedra d'insegnamento dell'Italiano presso l'UFPA. Vediamo che esiste una grande concentrazione di università del Sud e Sud Est dove queste cattedre ci sono e esistono inoltre nello Stato del Cearà ed a Bahia, nel Nord e nel resto del Nord Est del Brasile queste sono del tutto assenti. Con questo congresso e gli incontri che ne sono seguiti con le autorità italiane e brasiliane, il traguardo d'istituire un corso di lingua italiana presso l'Università Federale del Parà è più vicino. Paolo Carlucci - ASIB-AISE (Belém-PA) |
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