Intervista di Gianluigi Ferretti a Carlos Iotti

 

 

Carlos Henrique Iotti, l'italo-brasiliano ideatore di Radicci E’ in Italia per presentare il libro con una raccolta di “striscie”
pubblicato in Italia da Team Progetti

Ferretti: Il tuo Radicci è un italiano- brasiliano bassotto, apparentemente volgare, pigro, un po’ maschilista, amante del vino e della baldoria, nemico mortale del lavoro. Sono davvero così i nostri emigrati nel sud del Brasile?

Iotti: Ma va là. Sono l’esatto con- trario. Io vivo a Caxias do Sul dove immigrati italiani hanno costruito città e poi aziende a livello mondiale come Marco Polo, Tramontina, Colombo... Il fatto è che solo un poteva esorcizzare con umorismo uno stereotipo negativo e falso.
Fa già ridere a guardalo Radicci. E poi quel suo linguaggio... Parla un po’ l’italiano, un po’ il portoghese e soprattutto l’antico Talian, il linguaggio usato ancora da milioni di oriundi italiani nel sud del Brasile, che una mescolanza di dialetto lombardo-veneto col portoghese.

Ferretti: E adesso il tuo Radicci è sbarcato in Italia

Iotti: Sì, grazie all’On.Ricardo Merlo che mi ha aiutato ed alla Team Progetti che ha creduto in me, ho realizzato il sogno di tantissimi anni, ora sono qui a Roma a presentare l’edizione italiana di “Radicci”.

Ferretti :Come sta andando questa tua tournée in Italia?

Iotti: Come una favola! Il mio libro è stato presentato alla Fiera Più Libri Più liberi presso il Palazzo dei Congressi qui a Roma. Ho avuto molte interviste. Ho partecipato ad incontri. Sono stato invitato ad un’importante Tavola rotonda dal titolo Voci dall’America  all’Istituto Italo-Latino Americano assieme ad altri grandi autori dell’America latina.

Ferretti: Tu sei un comunicatore di successo in Rio Grande do Sul: conduttore radiofonico, vignettista, giornalista... Però sei anche impegnato in politica.

Iotti: Esatto, nella politica per gli italiani nel mondo. Da tempo ho aderito al Maie dell’On. Merlo e sono anche stato candidato al Senato nel 2008 riportanto un grande succeso di preferenze.

Ferretti: Secondo te, cosa puà fare l’Italia per gli italiano all’estero?

Iotti: Non è questa la domanda giusta. Chiediamoci piuttosto cosa possono fare gli italiani nel mondo per l’Italia.

Ferretti: Chiediamocelo.

Iotti: Tantissimo. Vedi, parlavo prima delle tante imprese, che sono le prime nel mondo nei loro settori, realizzate da immigrati italiani a Caxias.
Quante sono in tutto il Brasile, in tutto il continente americano, in tutto il mondo? E quanti sono quelli come me chefanno e diffondono cultura italiana? E quanti sono gli scienziati, i politici, i governanti di origine italiana? Bisogna fare capire prima di tutto all’opinione pubblica italiana che l’Italia ha un tesoro da diseppelire. Quando lo capirà la gente, lo farà capire anche alla
politi- ca e finalmente la nostra Patria comincerà ad incassa- re la sua enorme ricchezza, non solo economica ma anche culturale, custodita nelle cumunità all’estero.

Ferretti: Hai intenzione di ricandidarti?

Iotti: Io sono un leale soldato del Maie. farò quello che deciderà il mio leader.

da L'Italiano

http://www.litaliano.it/archivio10/dic08.pdf

 

 
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