Lo scrittore Fabio Stassi racconta sua esperienza

 

 

 

Fabio Stassi

Lo scrittore Fabio Stassi, invitato a Belém dalla Secretaria della Cultura del Pará, per la XV Mostra Pan-Amazzonica del libro (dal 2 -11 di Settembre), in questa intervista racconta a Paolo Carlucci di questa sua esperienza. Fabio che è di origine siciliana ma vive a Viterbo, nel 2006 ha vinto il premio GBM e il premio Vittorini nel 2007 per il suo romanzo “Fumisteria”. Tra gli altri romanzi pubblicati ci sono: “La rivincita di Capablanca”, “Golden, Lolita, Zivago e gli altri”,”É finito il nostro carnevale”.

Lei è stato invitato dalla Segreteria della Cultura del Pará per partecipare della VX edizione della Fiera Pan-Amazzonica del Libro che si svolge qui a Belém ed ha partecipato in prima persona ai seminari e conferenze. È la sua prima volta in Brasile ? Cosa puó raccontarci di questa sua esperienza.

Questa non è la prima esperienza in Brasile ma è la prima in Amazzonia. In Brasile c’ero stato la prima volta circa 10 mesi fa, per un ciclo di conferenze nelle Università Federali di Rio de Janeiro e Bahia e giá quel viaggio è stato una specie di miracolo per me; mai avrei pensato che a distanza di meno di un anno sarei tornato, anche se questo era un mio assoluto desiderio. Con il Brasile è una storia lunga, quasi un fidanzamento che mi porto dietro da quando ero bambino e che soltanto negli ultimi tempi ho potuto concretizzare. Il Brasile è presente nelle cose scrivo, è nella mia memoria, è nel mio immaginario. La letteratura brasiliana è una delle letterature che amo maggiormente e nella quale mi riconosco, é come quando si sente una musica e ci si accorge che quella musica corrisponde a te, è un pó come il ritmo della respirazione, una questione di battito, di pulsazione ed è lo stesso ritmo che ho e che vorrei un giorno riuscire ad imprimere ancora di piú nei miei scritti.

Ho visto qui, nell’ “Angolo dell’Autore” allestito per lei, la lunga fila di quelli che stavano acquistando i suoi libri in italiano da lei autografati, tutte le scorte sono letteralmente andate a ruba tra gli studenti che erano presenti al seminario, sicuramente sará contento del risultato, dell’entusiasmo che ha suscitato.

Con gli studenti è sempre bellissimo, anche in Italia le situazioni, gli incontri che io preferisco, è andare nelle scuole anche perché mi sembra che ció abbia un utilitá. Solitamente non mi piace la spettacolarizzazione che si fa della letteratura, dello scrittore, che è un lavoro tutto sommato molto solitario. È molto bello incontrare i lettori ma la cosa piú bella è andare a parlare di lettura quindi non dei mie libri, ma proprio della letteratura e del modo di trasmettere questo amore per la lettura ai giovani. Misteriosamente devo dire che forse i giovani sentono da parte mia una specie di vicinanza che mi permette di comunicare sempre bene con loro e qui, a migliaia di chilometri di distanza dall’Italia, vedere una scolaresca che si entusiasma è un piacere immenso.

E dopo gli appuntamenti di Belém e Rio de Janeiro nei prossimi giorni quali pensa che saranno i nuovi appuntamenti per lei, ha in progetto di scrivere qualche altro romanzo?

Il mio sogno piú grande è che uno dei miei libri venga tradotto in portoghese, magari quello che parla del Brasile, della coppa Rimet, alcuni degli altri libri sono stati tradotti in tedesco ed in inglese ma il mio desiderio piú profondo è che questo libro venga tradotto in portoghese. Ora che ritorno in Italia non só se torneró nuovamente e c’è sempre questo adeus con il Brasile, quindi la cosa che mi auguro di piú è che un editore brasiliano, vista anche la rispondenza incontrata, possa interessarsi e decidere di tradurlo.
Appena in Italia mi dedicheró ad un libro per ragazzi, che dovrebbe uscire il prossimo anno e che è giá ultimato ed è per questo che ne parlo, infatti essendo meridionale sono anche un pó scaramantico. Si tratta di una biografia inventata di Charlie Chaplin dove Chaplin racconterá la nascita del cinema in prima persona, narra anche di  una storia d’amore, anche questa fantastica e un pó visionaria ed è una storia pensata per i ragazzi ma anche per gli adulti che sono stati ragazzi.

 

 

 
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