Sabrina Talarico - Delegata Comunicazione Consiglio nazionale Ordine dei
giornalisti
comunicazione@odg.it
APPROVATA LA PROPOSTA DI RIFORMA DELL`ORDINE DEI GIORNALISTI
SPOSITANO - Il CNOG, Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, riunito
a Positano, ha approvato oggi all'unanimità la proposta di riforma
dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti.
Il documento è il risultato di un'ampia e approfondita discussione, passata
attraverso l'esame della Commissione Giuridica, dei presidenti degli Ordini
regionali e dei consiglieri nazionali.
Si tratta di una riforma profondamente innovativa, basata su tre punti
cardine che modificano, rivoluzionandola, la legge istitutiva dell'Ordine
risalente a 45 anni fa. I punti di forte innovazione riguardano l'accesso
alla professione, lo snellimento del Consiglio Nazionale realizzato
attraverso la sostanziale riduzione del numero dei consiglieri, l'importante
modifica della composizione e delle procedure degli organi chiamati a
giudicare sulle violazioni al codice deontologico.
Fatti salvi i principi generali stabiliti dalle legge del 1963, e cioè il
diritto all'informazione e i doveri del giornalista, tra cui il rispetto
della verità sostanziale dei fatti, la proposta stabilisce una nuova forma
di accesso alla professione: quella del percorso universitario. Non si
diventerà più giornalisti per scelta di un editore bensì - come avviene
nelle altre professioni - attraverso un predeterminato iter di studi e
formazione.
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Il secondo cardine della bozza di riforma riguarda la decisione di diminuire
sensibilmente la dimensione del CNOG, che attualmente è pletorica e rende il
lavoro del massimo organo rappresentativo della categoria elefantiaco e
costoso. In tempi in cui l'imperativo è riformare, l'Ordine ha deciso di
applicare un principio di rigore e autoregolamentazione nel rispetto dei
colleghi e dei cittadini.
Infine il terzo punto cardine: è prevista l'istituzione di una Commissione
Deontologica ristretta e delegata a decidere, in via definitiva, i ricorsi
che riguardano le sanzioni disciplinari meno gravi, avvertimento e censura.
La sospensione e la radiazione rimarranno invece di competenza del CNOG.
Tutto ciò contribuirà in modo determinante allo snellimento,
razionalizzazione e velocizzazione del lavoro del Consiglio stesso, che avrà
più tempo ed energie da dedicare alle necessità e ai problemi della
categoria.
Infine, il Giurì e le norme transitorie: il Giurì quale organo terzo per
garantire la correttezza dell'informazione (quindi a tutela del cittadino);
le norme transitorie che consentiranno il passaggio, in un arco di cinque
anni, dall'attuale alla nuova normativa. |
L'Ordine dei Giornalisti ha tracciato un percorso di riforma, dimostrando di
avere la volontà e la capacità di rinnovarsi e adeguarsi ai tempi e alle
mutate condizioni della professione.
Ora spetterà al Parlamento fare propria l'esigenza di cambiamento,
trasformandola in legge.
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